Cos'è il regime forfettario
Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato più utilizzato dai freelance in Italia. Introdotto per semplificare la vita ai piccoli professionisti, offre un'aliquota sostitutiva ridotta e una gestione contabile semplificata.
È la scelta ideale per chi inizia l'attività freelance perché combina tassazione bassa, semplicità gestionale e costi di commercialista contenuti. Ecco tutto quello che devi sapere per il 2026.
Requisiti e limiti 2026
Per accedere al regime forfettario nel 2026:
• Fatturato massimo: €85.000/anno (se superi, passi al regime ordinario dall'anno successivo)
• Non puoi avere partecipazioni in società di persone o SRL con controllo
• Non puoi fatturare prevalentemente (>50%) a un ex datore di lavoro (nei primi 2 anni)
• Non devi aver percepito redditi da lavoro dipendente superiori a €30.000 nell'anno precedente
Se rispetti questi requisiti, puoi accedere al regime e mantenerlo finché resti nei limiti.
Aliquota e tassazione
Il regime forfettario prevede un'imposta sostitutiva che include IRPEF, addizionali e IRAP:
• 5% per i primi 5 anni di attività (se è nuova attività e non prosecuzione di precedente)
• 15% dal sesto anno in poi
Il reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività al fatturato, che per i professionisti è il 78%. Esempio pratico:
Fatturato: €50.000
Reddito imponibile: €50.000 × 78% = €39.000
Imposta (5%): €1.950
Contributi INPS (~26%): €10.140
Netto stimato: €37.910
È una tassazione molto più vantaggiosa rispetto al regime ordinario, dove le aliquote IRPEF partono dal 23% e arrivano al 43%.
Contributi INPS: Gestione Separata
I freelance senza albo (la maggior parte dei professionisti digitali) versano i contributi alla Gestione Separata INPS:
• Aliquota 2026: circa 26,07% sul reddito imponibile
• I contributi sono deducibili dal reddito dell'anno successivo
• Non ci sono contributi fissi: paghi solo se fatturi
• Pagamento in acconto e saldo, come le tasse
Esempio: su un reddito imponibile di €39.000, i contributi sono circa €10.170. Il vantaggio del forfettario è che questi contributi si sottraggono dal reddito per il calcolo dell'imposta.
Vantaggi e svantaggi
Vantaggi:
• Tassazione ridotta (5% o 15%)
• Nessun obbligo di IVA in fattura (più competitivo per clienti privati)
• Contabilità semplificata (nessun registro IVA, niente bilancio)
• Costi di commercialista bassi (€400-600/anno)
• Nessuna ritenuta d'acconto
Svantaggi:
• Non puoi dedurre i costi reali (solo il coefficiente forfettario)
• Non scarichi l'IVA sugli acquisti
• Limite di €85.000 può essere stretto per freelance affermati
• Non puoi avere dipendenti con costo superiore a €20.000
Per la maggior parte dei freelance digitali che fatturano sotto €85.000, il forfettario resta la scelta migliore.
Quando conviene passare al regime ordinario
Il regime ordinario conviene quando:
• I tuoi costi reali superano il 22% del fatturato (coefficiente non dedotto nel forfettario)
• Hai molti acquisti con IVA (attrezzatura, software, affitto ufficio)
• Fatturi principalmente ad aziende (che scaricano l'IVA comunque)
• Superi i €85.000 di fatturato
Un bravo commercialista può fare una simulazione comparativa. In generale, sotto i €60.000 di fatturato con costi contenuti, il forfettario vince quasi sempre.